Bufale online: "Mamma, sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici….

Bene, alla pubblicità progresso.

Bene, ai messaggi d’impatto.

Bene, alle storie reali.

Bene, ai messaggi formativi, che siano in grado di portare il messaggio nell’intimo di chi legge.

Il messaggio che segue fallisce l’obiettivo.

E’ una bufala, e basta fare una breve ricerca online che scoprire che questa catena circola in rete dal 2004, in varie versioni.

“Mamma, sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, così ho bevuto una Sprite. Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava… Qualcosa di inaspettato! Ora sono qui sdraiata sull’asfalto e sento un poliziotto che dice: <il ragazzo che ha provocato l’incidente era ubriaco>. Mamma, la sua voce sembra così lontana… Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: <questa ragazza non ce la farà>. Sono certa che il ragazzo alla guida dell’altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità. Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire… Perchè le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Di’ a mia sorella di non spaventarsi, mamma, di’ a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare… Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva…La mia respirazione si fa sempre piu debole e incomincio ad avere veramente paura… Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata…Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo… Ti voglio bene e…. addio.”
Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all’incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva…scioccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza. Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo cancelli… Potresti perdere l’opportunità, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua stessa vita è in pericolo. Questo piccolo gesto può fare la differenza. Non ti costa nulla: CONDIVIDILO.”

Gli incidenti mortali sono tanti e sono brutti. Ormai sono conosciute da tutti le cosiddette stragi del sabato sera.

E’ giusto tenere alta l’attenzione su questa problematica, ma perchè farlo inventando delle storie? Le campagne d’informazione così fatte falliscono il loro obbiettivo.

Perchè è una bufala?

Non vi è alcun riferimento ed alcuna datazione. E’ tipico delle bufale online. Questa storia potrebbe circolare e restare valida per decenni, senza che nessuno possa mai accertarla o smentirla.

Se ciò non è sufficiente a far sospettare la bufala, possiamo leggere il testo con più attenzione.

Leggete i link in fondo, nei quali gli autori analizzano frase per frase tutto il testo.

Prima, però, immaginate la scena di un incidente così grave.

La storia racconta di un giornalista al fianco della ragazza morente (in alcune versioni vi era “una” giornalista, in altre un poliziotto), mentre i medici sono distanti e parlano ad alta voce delle condizioni disperate della poveretta.

Pensate davvero che una vittima, ancora viva (quindi certamente un Codice Rosso) venga abbandonata a se stessa in uno scenario del genere?

Pensate davvero che il personale sanitario non abbia messo una flebo, fermato le emorragie, o tentato qualsiasi altra manovra? O comunque, non sarebbe stato il caso di trasportarla celermente in ospedale?

Pensate davvero che in tale eventualità sia permesso al giornalista di stare vicino alla ragazza per prendere appunti?

E poi, i medici che dicono: “questa ragazza non ce la farà”, il poliziotto: “il ragazzo che ha provocato l’incidente era ubriaco”.

Suvvia, il copione è scritto anche male.

Il messaggio è d’impatto, certamente, ma sarebbe stato meglio presentarla come una parabola, piuttosto che una storia vera.

NON DIFFONDETE QUESTE STORIE. L’EFFETTO E’ OPPOSTO A QUELLO CHE SPERATE DI OTTENERE.

http://klizya.blogspot.it/2008/04/bufaleragazza-morente-detta-giornalista.html

http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/print/1928952.html

http://www.attivissimo.net/antibufala/mamma_sto_morendo/rantolo_improbabile.htm

2 Replies to “Bufale online: "Mamma, sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici….”

  1. Limitarsi a smascherare una bufala è un servizio utile,ma dare indicazioni di comportamento forse è un po fuori portata se non si è in possesso di uno specifico titolo di studio o acclarati riconoscimenti nella materia specifica, me li indichi se ne è in possesso.
    Da lettore, trovando la lettera “presumibilmente inventata” non posso non riconoscere la sua utilità. Leggiamo (spero) decine di libri su storie totalmente inventate o improbabili, scritti con l’obbiettivo di trasmettere un messaggio.
    Non importa che sia vera o falsa, la Lettera, merita di essere diffusa e recepita. IMHO

    • Il fatto che il messaggio non raggiunge alcun obbiettivo è opinione personale, condivisibile o meno. Non c’è alcun bisogno di sfoderare titoli o riconoscimenti. Perchè tale richiesta?
      Mi fa piacere ricevere commenti. Non siamo tutti uguali e non tutti la pensiamo nello stesso modo.
      E’ vero leggiamo i romanzi, nei quali le storie sono inventate e seguono alle regole editoriali e compositive, ma sono romanzi.
      Presentare un articolo così, che sia una catena oppure un articolo di giornale, non mi sembra bello ne corretto.
      La storia è bella, se vogliamo può anche far venire la pelle d’oca.

      Allora diffondiamola pure scrivendo in cima che i fatti non corrispondono a verità.

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